venerdì 16 ottobre 2009

Il lodo "a priori"?


Vuoi non dire niente sul lodo Scalfari...?
E allora lo dico.

La preoccupazione da cui scaturisce l'idea stessa di lodo Scalfari e' per tutti e' la stessa, ovvero che cosa farebbe Bersani (e soprattutto D'Alema, ...ah, l'ho detta...) nel caso in cui non dovesse essere lui il segretario. Remerebbe nella direzione del segretario vincitore? O la fronda interna (potentissima) tramerebbe nell'ombra da subito?

Ecco perche' l'uscita di Scalfari e' cosi' centrale nel dibattito. Ad innescare le parole di Scalfari ( e soprattutto a legittimarne cotanto eco negli esponenti del PD) e' che i "sondaggi" vedono stringersi fortemente le distanze tra Bersani e Franceschini, da cui il timore (o la speranza? mah...) di vedere un asse Franceschini-Marino mettere in minoranza Bersani.

Cito Civati: "Quello che penso è che, salvo cataclismi, chi arriva secondo e chi arriva terzo alle primarie non dovrebbero mettersi d'accordo per battere il primo in assemblea, per motivi di opportunità politica (direi, di ragionevolezza). Gli elettori non capirebbero, e ci verrebbero a prendere con i forconi. Con una precisazione importante: tutto dipende dal risultato e dalla distribuzione dei voti, perché il lodo Scalfari parte dal discutibile pregiudizio che uno dei due candidati vada molto meglio degli altri".

Esattamente. Se il distacco tra Bersani e il secondo fosse abissale le discussioni sarebbero meri tecnicismi. Il dato politico sarebbe chiaro e sarebbe doveroso rispettarlo.

Ma se cosi' non fosse?
Se il Bersani vincesse, diciamo, con un 4-5% di distacco? Magari passando appena il 40%? Ecco in questo caso che cosa si fa'? Mi pare che sia difficile far valere il lodo Scalfari "a priori". O sbaglio?

La soluzione potrebbe stare in un post di un commento che proprio il Civati di nuovo fa' suo (con la sua solita ammirevole onesta' intellettuale):
"Caro Civati, io credo che per onestà verso chi vi vota dovreste dire qualcosa su chi appoggerete tra Franceschini e Bersani nel caso piuttosto probabile che Marino arrivi terzo. Visto che Marino potrebbe essere l'ago della bilancia, credo che non possiate chiedere una delega in bianco agli elettori su un punto come questo. Sarebbe un comportamento da prima repubblica."

Ovvero, se Marino facesse subito un coming-out sulle "allenaze di governo nel PD", sia a livello nazionale che locale, il lodo Scalfari si sgonfierebbe.

Il guaio vero e' che molti "dinosauri" del PD vedono nel lodo Scalfari l'appeasment che darebbe un colpo al cerchio e un colpo alla botte, un equilibrio tra le due (o tre?) mozioni sulla base di una semplice spartizione di cariche (vedi Marini ieri). Ovviamente l'alternativa, cioe' che chi vince "prende tutto" sarebbe pure peggio, darebbe una legittimazione a chi da tempo ha brame centrifughe (o meglio "centripete"...). E comunque minerebbe l'unita' del partito, che e' forse l'unico punto su cui tutti (ma proprio tutti) gli elettori del PD non transigono.

Insomma, se vincesse Bersani, non vorrei che un Minniti o una Serracchiani (o il Civati stesso...) quale vice fosse l'unico atto di "pacificazione" tra le mozione. Mi piacerebbe che tale pacificazione avvenisse soprattutto sul piano politico. Ad esempio, che venisse prodotta una voce unica su unioni di fatto e/o centrali nucleari, sul ruolo delle primarie (nel PD) e/o sulle vicende sindacali di queste ore.

Intanto oggi, chi puo', non si perda il dibattito a tre su Youdem...

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